Una trilogia per l'Europa

I tre volumi scritti da Davide Tedeschini editi da Pagine per la collana I libri del Borghese. Il Futurismo del terzo millennio é stato scritto con l'artista Graziano Cecchini.


di Aldo Sacconi


Mi piace pensare a questa opera letteraria come parafrasi dei film Rosso, Bianco e Blu, l'opera cinematografica di kristof Kieslowsky, la fortunata triologia dedicata alla nascita dell'Unione Europea, piuttosto che riprendere il concetto di una trilogia del 'dissenso', così come viene spesso presentata. Stiamo parlando della trilogia -ossia dei tre volumi pubblicati in sequenza cronologica e contenutistica a formare un unicum- di Davide Tedeschini, scrittore tuttavia nuovo nel panorama letterario italiano, e di cui si hanno poche notizie fuorchè quelle reperibili in rete che lo descrivono come insegnante, artista o gallerista. Ma a prescindere da questi scarni e conradditori suggerimenti probabilmente legati al suo vivere nel caotico hinterland romano, è stato il primo a chiedere nel 2013: 'Sovranitá nei musei' nel primo tomo della sua trilogia: "Senza Arte né parte"sott. percorsi d'attualità, tra musei, storia e società, andandosi a ritagliare uno spazio nei cataloghi dei Libri del Borghese, editore conosciuto per il famoso periodico fondato da Guareschi nell'immediato dopoguerra e rilevato da Pagine qualche anno fa. Noto per la critica politica, l'editore romano ha curato da poco per lo stesso autore il "Futurismo del terzo millennio, conversazioni con Graziano Cecchini", scritto a quattro mani con il famoso artista che ha tinto di rosso la Fontana di Trevi in una performance poi ripetuta lanciando -anziché pigmento- mezzo milione di palline colorate dalla scalinata di Trinità de Monti. L'anno precedente invece, Tedeschini -sempre con lo stesso editore- si propose sui giornali con 'Ridateci la Gioconda' sott. L'Arte italiana e l'Europa unita, altro titolo dedicato all'arte in parte costituito da articoli, pubblicati in rete, riguardanti le politiche culturali e le sue declinazioni sociali e antropologiche.

Ció che emerge dalla lettura di questi testi -spesso veloce e interessante- é il profondo malessere che nutre la generazione dei giovani degli anni 90, costituita da chi guardava positivamente una certa stagione politica e culturale: l'avvento del privato nella cultura nell'istruzione e nei musei, il succedersi dei governi Berlusconi, gli scandali successivi e il naufragio odierno di tutte le relative aspettative, sotto i colpi del rigore dell'Unione Europea o dei governi di incerta collocazione politica.

Il malessere che ne deriva può trovare spiegazione solo grazie ad analisi politiche, estetiche e sociali, percui si delinea come: "Il malessere dell'uomo occidentale: il complesso di colpa nei confronti delle vittime dell'Apartheid, della ghettizzazione, delle leggi razziali, di tutte le atrocità commesse nella storia e anche di più" (Davide Tedeschini, "Ridateci la Gioconda", Sott. - l'arte italiana e l'Europa unita. Edito da I libri del Borghese. Prefazione di Vittorio Bonacci, Pagine 136 - 2014 Roma). Così inizia il primo dei tanti capitoli del secondo volume, dedicato ai premi Nobel per la letteratura John Maxwell Coetzee e a Gunter Grass, presi a spunto per analizzare la complessa situazione della società occidentale. Altrettanto diretto si rivela nel suo: 'Cultura e destra, le ragioni di un disastro': "in questi prodotti giornalistici dell'area culturale di destra c'é una carenza di fondo che attinge alla psicologia-psicanalisi, quella psicanalisi la cui società aveva trovato grosse difficoltà d'esistere negli anni 30, perennemente fuori dal movimento psicanalitico internazionale" (in idem): La presa di posizione netta e senza compromessi. Nei primi due libri c'é una dichiarata narrazione dei disastri del mondo culturale attuale, solo nell'ultimo con l'ausilio dell'artista Cecchini vengono fatte le proposte per risolvere quindi i mali descritti. Come si intuisce dal titolo del terzo volume, la soluzione ai problemi del nostro tempo é ovviamente la capacitá di andare oltre etichette spesso abusate come quella di 'Arte Contemporanea' , sotto le quali si celano vere e proprie opere di Futurismo 'mai morto' -come recita uno dei capitoli- in quanto 'il Futurismo é sacro'. Sembrerà opportuno in tal caso specificare il ricorso sovente ai paradossi e alla retorica propri della letteratura degli autori del mondo dell'arte, quando utilizza oggetti e materiali che fanno parte della nostra tradizione rinascimentale, e a cui Cecchini vorrebbe ricondursi, dichiarando che il 'Giudizio universale' in quanto presentissimo ovunque e su internet non può che essere un'opera futurista ossia, d'arte contemporanea, così come il David di Michelangelo. Va citato in tal caso anche l'interessante sguardo posto da Tedeschini al problema del rimpatrio dei patrimoni culturali che nel corso degli anni sono stati sottratti ai loro luoghi di origine. Il caso della Gioconda non è però legato a una sua sottrazione abusiva -come nel caso dei fregi del Partenone- ma semplicemente sebbene portata dallo stesso Leonardo a Parigi: "Non sta bene lì dove si trova, in quanto non ha senso che un'opera fiorentina si trovi a Parigi, né che la Madonna sistina si trovi a Dresda, pur avendo ogni diritto quelle istituzioni a rivendicarne il legittimo possesso" (in Davide Tedeschini, "Ridateci la Gioconda", Sott. - l'arte italiana e l'Europa unita. Edito da I libri del Borghese. Prefazione di Vittorio Bonacci, Pagine 136 - 2014 Roma). In poche parole l'autore ci chiede di ripensare al 'senso' di una collocazione, probabilmente legandola all'urbanistica e al volto delle nostre città e paesaggi ai qiali va riservata cura e rispetto e sottintendendone un'identità filologica ben precisa, quella dell'arte italiana.

Tedeschini, conclude cosí la sua trilogia: "Cosa possiamo fare, costruire, realizzare? Il Futurismo nel suo infrangere primati ed accettare i cambiamenti del tempo sará la risposta alle domande di tutti". Politicamente l'autore vede un'Italia e un'Europa meschine: -parole di grande impatto profetico in quanto scritte solo nel 2015- in quanto vede che non ci sino più differenze tra destra e sinistra, nè tra una frangia pro o contro l'euro -il dibattito politico navigando tra accenti xenofobi e complesso d'Edipo- ribadendo la clamorosa assenza di un progetto autorevole e di grande rilevanza, come le opere infrastrutturali del dopoguerra o la 'legge obiettivo' di berlusconiana memoria.


Davide Tedeschini, Graziano Cecchini " Il futurismo del terzo millennio" Sotto. - Conversazioni con Graziano Cecchini. Edito da I libri del Borghese - Pagine, Roma 2015

Davide Tedeschini, "Ridateci la Gioconda", Sott. - l'arte italiana e l'Europa unita. Edito da I libri del Borghese. Prefazione di Vittorio Bonacci, postfazione di Giuseppe Mele. Pp.136 - 2014 Roma

Davide Tedeschini, "Senza Arte né parte". Sott. percorsi d'attualità tra musei, storia, società. Pref. Antonio De Pascali Edito da Pagine, I libri del Borghese, 2013, Roma