Hermann Nitsch ovunque, mostre in tutto il mondo per celebrare il 4° anniversario della sua morte, anche a Napoli

10.04.2026

Sono decine le location a Vienna che si impegnano a ricordare il controverso artista, a quattro anni dalla sua morte, mentre si terranno mostre collettive e conferenze anche in Italia, a Napoli, dove un museo è a lui dedicato e in Inghilterra e Portogallo*

*pubblicato su Giornale d'Italia il 9 aprile del 2026

Sono decine le location a Vienna che si impegnano a ricordare il controverso artista, a quattro anni dalla sua morte, mentre si terranno mostre collettive e conferenze anche in Italia, a Napoli, dove un museo è a lui dedicato e in Inghilterra e Portogallo. Nello scorso anno si sono tenute al Pompidou di Parigi, Seoul, in Italia e nel resto d'Europa, con una crescita della quotazione costante nell'ultimo biennio del 20% dopo il boom successivo alla sua morte del 2022.

Sono ormai passati 30 anni dalla storica mostra di Hermann Nitsch: Das Orgien Mysterien Theater tenuta a Roma nel 1996, al Palazzo delle Esposizioni, che documentava il suo Gesamtkunstwerk, ossia L'Azione di sei giorni del 1998 (Das Sechs-Tage-Spiel), un'opera monumentale di performance totale, che Nitsch pianifica e realizza nel Castello di Prinzendorf, ora sede della sua mostra permanente.

Attualmente la presenza di Nitsch incomincia a diventare impressionante e complicata da comprendere se, la sua presenza non si limita a luoghi istituzionali ma anche a fiere e gallerie private che non espongono opere di piccole dimensioni, ma tele monumentali da decine di metri. 

Prossimamente oltre al Castello di Prinzendorf e al Museo Nitsch di Vienna si tiene contemporaneamente al nuovo Wiener Aktionismus Museum la monograficadal 25 marzo - 5 luglio 2026 "Hermann Nitsch 1960-1965", mentre al Nitsch Museum di Mistelbach la mostra "A partire dall'alba" (fino al 29 novembre), incentrata sul periodo dagli anni '80 alla morte dell'artista. E senza dimenticare la Nitsch Foundation di Vienna a Hegelgasse, 5, anch'essa coinvolta nella memoria dell'istrionico azionista. A Vienna anche le Galerie Krinzinger, Galerie Elisabeth & Klaus Thoman (Vienna e Innsbruck), Galerie Konzett, Bechter Kastowsky Gallery, Galerie Kandlhofer, Opera Gallery nonché l'Albertina museum e al Mumok già detengono in permanenza opere dell'artista per un dispiegamento di opere totale.

L'obiettivo di Hermann Nitsch (Vienna, 29 agosto 1938 – Mistelbach, 18 aprile 2022), fondatore dell'Azionismo viennese degli anni '60, era quello di affrontare i temi universali dell'esistenza umana, come la vita, la morte, la trasformazione e la spiritualità e, chiaramente, è stato spesso fonte di controversie e dibattiti, a causa dei suoi temi forti e della natura provocatoria e blasfemia delle sue azioni (che a volte hanno avuto conseguenze giudiziarie), finalizzate a riprodurre un vero rituale, come quello della 'via crucis' - secondo le sue teorie - di una religione ormai vittima del feticismo della mentalità di fissazione e secolarismo.

La sua teoria, figlia evidente del libro 'La nascita della tragedia' del filosofo ottocentesco Friedrich Nietzsche, come di altri aspetti della psicologia e dell'antropologia, culmina nel 1998 in uno spettacolo di sei giorni dal titolo Das Orgien Mysterien Theater che, per farla breve, è un happening, che simula un rito di iniziazione o di espiazione, con persone che si introducono all'interno di carcasse di bovini, poi issati al fine di imitare una crocifissione, in uno spazio aperto in cui le tele, sdraiate sui prati, vengono imbrattate da schizzi di colore rosso o altro materiale organico. Dopodichè vengono esposte come opere, al seguito di 500 partecipanti, tre orchestre, un coro misto, un gruppo di musica da camera, una scuola corale, 50 attori e due direttori d'orchestra, il tutto anche nei vicoli, nelle cantine con processioni condotte attraverso campi e vigneti. 

Scrive l'artista: "Il miracolo di Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo, è identico alla resurrezione, all'illuminazione, all'esperienza del panteismo e del brahman. Si entra nello stato estatico del misticismo dell'essere. L'entusiasmo orgiastico dionisiaco si fonde con l'ebbrezza del vino e la sensuale pigiatura dell'uva matura, il nettare dolce e appiccicoso cola lungo le dita. Si riceve un sacramento. Sopra, la luminosa volta del cielo stellato e l'eco di suoni cosmici". (Hermann Nitsch, Nitsch.org, 2019-21)

Dentro al museo si svolge un altro momento dell'attività artistica dell'Arte totale di Nitsch, dove viene ricostruito, in prossimità delle tele appese, un altare, come installazione, sul quale figurano coppe dorate ed elementi della liturgia tradizionale, che ovviamente possono essere reperiti nei negozi di materiale liturgico e non sono consacrati.

Nonostante ciò, le opere ultimate spesso ricordano l'espressionismo astratto di Pollock o l'americana Color Field Painting, dei quali si nota l'imitazione di motivi astratti o informali, soprattutto di Motherwell, Sam Francis, Rothko o altre geometrie analoghe, che si prestano molto all'arredo di spazi.

Il prezzo più alto mai raggiunto in asta è di circa $726.700 (c.a 620.000 euro) per un Schüttbild (pittura a versamento) venduto nel 2020. Da allora, il mercato ha mantenuto una base solida sopra i $20.000–$30.000 per le opere di medie dimensioni e il valore medio delle opere realizzate ha visto una crescita del 20% nell'ultimo biennio, indicando un interesse collezionistico costante e non solo emotivo.

L'Italia negli anni ha risposto con discrezione, dopo le mostre di Bolzano e Brescia nel 2025 e alcune contestazioni a Mantova nel 2019 e a Palermo nel 2015.

In collaborazione con la Fondazione Nitsch e con il Museo Madre, con la Fondazione Morra, si tiene il 10 aprile al Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch di Napoli, "Il lavoro visivo di Hermann Nitsch nell'unità e convergenza internazionale", una conferenza tenuta dalla prof. Maria De Vivo, dell'Università di Napoli "L'Orientale" in occasione delle varie iniziative internazionali e come approfondimento della mostra permanente del museo stesso.

Può sembrare paradossale, in conclusione, che l'opera di Nitsch, nata per esplorare verità ancestrali e sensazioni profonde, si stia trasformando lentamente in un feticcio del potere finanziario.

Il mercato primario dell'arte contemporanea ha finito per assorbirne la ricerca, trasformando un rito, che era in opposizione al conformismo, in un simbolo dell'establishment.

Le geometrie, che ricordano l'astratto americano, fanno pensare e riflettere sull'adattamento che hanno dovuto subire i residui delle performances, per essere commercializzati. Tale che è lecito lasciare spazio a conclusioni meno liriche, che vedono un uso più commerciale dell'Azionismo viennese, ipoteticamente e fin dagli esordi, anch'esso un brand dall'epilogo scontato.

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