Impronta di un testamento: 'Addio alla ragione'

La storia dell'arte ci insegna che i lunghi periodi di incertezza vengono contraddistinti da un cambio di modelli culturali, rappresentati da opere inedite. Possiamo constatare eventi simili all'inizio del '900, in concomitanza con le guerre mondiali, periodo contraddistinto dalle 'Avanguardie' e dal proliferare degli 'Ismi', corrispondenti a veri e propri shock nella continuità stilistica figurativa della storia dell'arte.
L'attuale situazione di 'pandemia' viene spesso associata ad un periodo di conflitto mondiale, sia per vittime che per risvolti economici e sociali, sia per la dimensione estesa. Si riscontra un brusco sconfinamento della propria opera pittorica nelle accumulazioni e negli assemblaggi.
A che cosa è dovuto questo cambiamento e come viene considerato dall'habitat artistico e culturale? Attualmente possiamo tracciare un'equivalenza tra il rifiuto verso l'arte tradizionale, rerificatosi anche a inizio '900.
Le attuali esperienze assemblative, il cui terreno è stato preparato per anni dall'arte del riciclo, dall'enviromentt, dalle installazioni, dalla fotografia e dagli interventi site specific, sono il frutto di un 'patchwork' -di cui questa opera può essere considerata una erede- nato con il Surrealismo e con il Cubismo, eppure non sembra una tecnica tanto antica.
Sembra che, con il passare degli anni, i vari filoni dell'esperienza etimologica e genealogica dell'arte, tornino a monte come il fiume delle esperienze linguistiche e biografiche, che in prossimità del mare magno della cultura contribuiscono con un materiale nuovo e incontaminato.
Perchè allora 'Addio alla ragione' -come recita il titolo di un libro dell'epistemologo Feyerabend- ha un impatto tanto tranchant quanto ovvio? Emerge velatamente la tristezza per un mondo che sarebbe potuto essere ma non è stato, come a ripercorrere l'esistenza intera della produzione artistica personale.
In un'opera che non è di sistema nè d'avanguardia ma un documento autobiografico.
Realizzata con quadri che erano nati con scopi differenti dall'autore (Campi di grano, Evocazioni, astratti) e che nella loro unicità vengono travolti dalla storia e più che assemblati si accumulano, lasciando l'impronta di un testamento.
D.T.