Se ne è andato Beppe Sebaste

07.04.2026

di Davide Tedeschini

"Il maestro di cui si tratta in questo libro non è tanto chi insegna una determinata tecnica, o arte, e neppure chi insegna "qualcosa". Perché il maestro non insegna, educa; o meglio: educa insegnando. Egli trasmette un insegnamento che consente al discepolo di diventare a sua volta "maestro": maestro di se stesso"(Sebaste, Beppe Porte senza porta, Incontri con maestri contemporanei, ed. Feltrinelli, 1997).

Con la dipartita del professore, scrittore e poeta Beppe Sebaste (Parma, 3 giugno 1959 – Narni, 6 aprile 2026), l'Italia perde un grande. La disgrazia ci sveglia dal torpore della comunicazione attuale, mediocre ed anestetizzante, della politica in primis, frutto di qualcosa di troppo filtrato per essere vero.

Dopo un lungo periodo passato a Ginevra e Parigi, negli ultimi anni ha vissuto tra Roma, Toscana ed Umbria. Laureato all'università di Bologna con Luciano Anceschi, per molti anni ha scritto su quotidiani nazionali. Si trovava in questi giorni a Narni, il che mi ha fatto pensare che la sua vita fosse simile alle Cronache di Narnia, una grande avventura. In passato si trovava spesso a Pietrasanta, città 'eletta' dell'arte contemporanea in Toscana.

Sono suoi: L'ultimo buco nell'acqua (con Giorgio Messori nel 1981), Café Suisse e altri luoghi di sosta, Feltrinelli 1992 e Niente di tutto questo mi appartiene, Feltrinelli 1994. Ha tradotto opere di Joe Bousquet, Nicolas Bouvier e Emmanuel Bove (I miei amici, Feltrinelli, 1991) e Le passeggiate del sognatore solitario di Jean-Jacques Rousseau (Feltrinelli - I Classici, 1996).

Più recenti e conosciuti sono i suoi Niente di tutto questo mi appartiene, Feltrinelli, 1994; H.P. L'ultimo autista di Lady Diana, Einaudi, 1997; Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne Laterza, 2008; sesta edizione 2018; Oggetti smarriti e altre apparizioni Laterza, 2009; Come un cinghiale in una macchia di inchiostro (2018) e l'ultimo Una vita dolce, ed. Neri Pozza, Vicenza, 2022.

Tantissimi i racconti come la serie dei Fantasmi o recensioni come A occhi nudi nel parco dell'arte, Il regno delle luci genera ombre, di mostre di arte contemporanea, e tanti altri  scritti vari, cataloghi. 

Tra questi colpisce la Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH870 del Museo della memoria di Ustica a Bologna, allestito dal grande artista Christian Boltanski, scomparso anch'egli da pochi anni (Parigi, 6 settembre 1944 – Parigi, 14 luglio 2021) e suo grande amico.

Sebaste ci ha resi partecipi della presunzione, che nei mass-media è più reale dei problemi quotidiani, come quello della malattia, che lo ha raggiunto negli ultimi anni. Questo perenne filtro, che contraddistingue l'ottundimento attuale, ci costringe a comprendere molto di più di quello che viene propinato. In quest'epoca si legge forse troppo, si legge male.

Ricorda che le persone non sono oggetti inutili o da buttare quando consumati, ma persone che condividono le proprie vite, espletando un lavoro che nessuno, neppure lo Stato è in grado di affrontare secondo i suoi programmi, monetizzati e burocratici, che finiscono per mercificare le persone.

Di lui ricordo distintamente Porte senza porta, Incontri con maestri contemporanei del 1997, un viaggio intrapreso da formatore di docenti all'Accademia di Belle Arti di Roma, un viaggio nelle "officine" dei maestri che imboccano "porte senza porta", passaggi della conoscenza e del fare, quella strada di ascolto reciproco che è già "risveglio", comprensione di sé e dell'altro.

Durante le sue lezioni invitò a leggere Bruno Hussar, Maezumi Roshi, Bruno Munari, Terry Riley, Steve Paxton, Fausto Taiten Guareschi, Alessandro Fersen, Cesare Barioli, Daniel de Montmollin, Kar Fung Wu-Santaro, Emmanuel Lévinas, Luigi Ghirri, Elizabeth Bing. Un viaggio che si scontrava con l'attualità sempre più povera di contenuti e fatta di nulla letterario ed editoriale.

Alle elezioni amministrative di Parma del 2007, mi ricordo, solo per aver partecipato in una lista ed espresso le sue opinioni, fu attaccato come se minasse qualche tipo di potere, in maniera brutale, così come incominciavano a fare i vari social network come Facebook. Riscosse la solidarietà, tanto per fare alcuni nomi, di Michelangelo Antonioni (regista), Nanni Balestrini (poeta), Renato Barilli (critico e storico dell'arte, Università di Bologna), Bernardo Bertolucci (regista), Carlo Bernardini (fisico, docente universitario), Giulio Ferroni (critico e storico della letteratura, docente universitario), Giancarlo Bocchi (regista), Mario Perniola (filosofo, docente universitario), Gianni Biondillo (scrittore), Ginevra Bompiani (scrittrice, editrice), Antonio Scurati e Domenico Starnone, Sandro Veronesi, Valeria Viganò, Mauro Barberis (filosofo, docente Università di Trieste), Tommaso Ottonieri (poeta, docente universitario), Lidia Riviello (poetessa), Carla Benedetti (critica letteraria, docente universitaria), Antonio Caronia (scrittore, filosofo), Franco Farinelli (direttore del Dipartimento di Comunicazione dell'Università di Bologna), Sergio Givone (filosofo, docente universitario), Nicola Tranfaglia (storico, docente universitario), etc...

Il suo blog è ancora attivo. Manca la sua parola acuta e al contempo perduta. Al suo profilo anonimo Beppe S. leggiamo: "Alla fine mi sembra di capire che vivere è annunciare di continuo la morte degli altri, finché qualcun altro che è vivo e attivo annuncia la tua, di morte, e vai in una specie di pensione (una pensione ontologica), o di casa di riposo..."

L'ultimo saluto si terrà presso il centro Forme dell'Anima in Amelia, (Terni) strada del Conservatorio 4, giovedì 9 aprile alle 15.30.

in foto: Beppe Sebaste, foto di Luigi Ghirri


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